Levanna orientale 3555 m – Versante sud-ovest (via normale).

Note: gran “classica” della Val Grande di Lanzo, con difficoltà modeste ma da non sottovalutare in presenza anche di poca neve. Dopo il primo glacio-nevato, occorre prestare attenzione ad un traverso delicato, specie in presenza di ghiaccio vivo a fine stagione. Con neve fresca, inoltre, le roccette finali possono risultare insidiose.
Prima Salita: A. Gramaglia, L. Vaccarone, A. e D. Castagneri, nell’agosto 1875.
Difficoltà: F+.
Dislivello: 1275 m.
Tempo di Salita: ore 4,30.
Materiale: corda, piccozza e ramponi.
Periodo consigliato: da giugno a settembre.

Salita: si raggiunge il Colle della Fea (ore 1,30) lungo il sentiero che sale dal retro del rifugio (sentiero Duca degli Abruzzi) e si prosegue in direzione nord sulla morena detritica, lasciando a destra la traccia del sentiero Duca degli Abruzzi che continua verso il Colle della Piccola. Salire seguendo gli ometti fino al culmine della morena e per residui campi di nevato a inizio stagione, guadagnare l’ablazione del Ghiacciaio della Levanna (ore 1). Lo si percorre brevemente in direzione del Passo dell’Arc, per poi piegare decisamente in direzione nord ad uno sperone roccioso. Rimontarlo facilmente e, aggirato un piccolo torrione sul lato est, accedere al ghiacciaio superiore caratterizzato all’inizio da un’affilata crestina a “schiena d’asino” (ore 1). Seguirla in direzione nord-ovest e poi traversare a destra (cautela), guadagnando la base della cresta rocciosa terminale nei pressi di un intaglio (ore 0,30). Piegare a destra e, per facili rocce e cenge, portarsi sulla dorsale sommitale, da cui si raggiunge la croce di vetta (ore 0,30). Quest’ultimo tratto è direttamente superabile dall’intaglio per una paretina verticale ma appigliata (ore 4,30 dal Rifugio Paolo Daviso).