Colle Martellot breccia sud 3215 m, Dôme Blanc du Mulinet 3387 m – Cresta nord-est.

Note: ascensione impegnativa su roccia purtroppo non molto solida nella seconda parte anche se le difficoltà risultano modeste.
Prima Salita: la breccia sud del Colle Martellot è stata raggiunta per la prima volta dal versante est da L. Nigra e G. Castagneri nel 1877, mentre la cresta nordest del Dôme Blanc du Mulinet da M. Ricchiardi e L. Vaccarone nel 1887.
Difficoltà: PD+.
Dislivello: 1107 m.
Tempo di Salita: ore 4,30.
Materiale: corda piccozza e ramponi, placche antizoccolo. Casco consigliato.
Periodo consigliato: da giugno a metà luglio.

Salita: dal Rifugio Paolo Daviso 2280 m, attraversare orizzontalmente verso ovest su una traccia di sentiero sino ad un valloncello cosparso di grossi massi, salire quindi sul filo della morena di fronte e, scavalcandola, scendere sul Ghiacciaio del Martellot. Risalirlo sino alla base del canale, superare la crepaccia terminale e innalzarsi lungo il ripido pendio (45°) utilizzando eventualmente, nella prima metà, la nervatura rocciosa ben visibile dal Rifugio Paolo Daviso. Si raggiunge la parte alta del Canale Martellot continuando per la breccia sud, il canale piega leggermente a sinistra, si restringe e si fa più ripido e incassato (50°). Uscire sul filo della cresta (ore 3,00) e seguirne il versante italiano su nervature rocciose o tratti di facile misto (passaggi di II°), fino in vetta (ore 4,30 dal rifugio Paolo Daviso).

Variante: poco prima di raggiungere il filo di cresta è possibile piegare nel couloir di nevato che scende direttamente dal versante nordest del Dome Noire du Mulinet, e risalirlo fino all’ultimo tratto di cresta, che si segue fino in vetta (AD+; prima ascensione nota M.Blatto, solo nel 2002).

Discesa: lungo l’itinerario di salita prestando attenzione alle condizioni della neve. In alternativa è possibile raggiungere la breccia nord e di qui salire senza difficoltà alla Punta Clavarino, da cui si scende la via normale lungo la cresta sudest fino al Col Girard 3034 m, da cui si scende lungo la ripida “talancia” nevosa del versante est (cautela), ben innevata fino alla metà del mese di luglio.