Punta Luigi Clavarino 3260 m, Cresta sud – sudest via “Didattica 99”.

Note: suggestiva “cavalcata” di cresta che nella prima parte offre parecchie vie di fuga lungo il versante ovest. Roccia non sempre buona.
Prima Salita: la cresta sudest fu percorsa aggirando i torrioni più difficili da P. Girardi e M. Debenedetti nel 1910, mentre, il primo percorso diretto integrale, senza aggirare i torrioni, (via “didattica”) è di M. Blatto e R. Rivelli nel luglio del 1999.
Difficoltà: AD+/D-.
Dislivello: 980 m.
Tempo di Salita: ore 4,50.
Materiale: in posto qualche spit di fermata fino alla quota 3042 m e due chiodi. Portare fettucce, qualche nut, piccozza e ramponi.
Periodo consigliato: da giugno a settembre.

Salita: dal Rifugio Paolo Daviso seguire il sentiero per il Col Girard e il Col di Fea e, prima del bivio per le due direzioni, piegare a sinistra puntando alla lunga cresta che dalla Clavarino scende nel bacino del Martellot (bollini rossi sbiaditi). Raggiungerne quindi l’attacco nel punto più basso a quota 2581 m (freccia; ore 0,50 dal rifugio). Attaccare in un diedro con fessura IV- e seguire poi la cresta fedelmente con una successione di facili salti su placche appoggiate (max III+). Giungere quindi sotto un evidente torrione che si affronta direttamente per il suo versante est IV+, uscendo sul fil di cresta affilato che si percorre fino a degli sfasciumi (di qui è possibile piegare a sinistra su placche facili nel versante ovest della cresta, reperendo 2 calate da 50 m che portano a raggiungere i pendii detritici o nevosi sottostanti). Si prosegue salendo una parete articolata III+ quindi si giunge sotto un torrione che segna la quota 3042 m, con due possibilità: vincerlo direttamente per 15 metri V+ (e nessun chiodo) oppure aggirarlo a destra per un ripido canale detritico-nevoso. Salire per placche e nevato fino ad appoggiarsi a destra sul filo della cresta, scalando una parete abbattuta (terreno misto) e poi delle rocce accatastate fino a un grande ometto di pietre. Di qui, piegando in direzione ovest, si segue per facili roccette l’ultimo tratto di via normale della Punta Clavarino (cresta nord-est; ore 4 dalla base; ore 4,50 dal Rifugio Paolo Daviso).

Discesa: lungo la via normale della Punta Clavarino seguendo la cresta sud-est fino al Col Girard 3034 m, da cui si scende lungo la ripida “talancia” nevosa del versante est (cautela), ben innevata fino alla metà del mese di luglio.
Se si ripete l’integrale fino in vetta, prevedere una discesa alternativa al Col Girard, come per esempio il Passo della Calletta.