Passo delle Lose 2866 m e Uja di Mombran, punta nord 2947 m

Note: bella e impegnativa escursione da effettuarsi con condizioni di buona visibilità. Si sale nel cuore della cosiddetta Costiera Malatret che dal Bec Cerel si snoda rocciosa e tormentata fino alla Cima di Monfret, raggiungendo per cenge e valloni sospesi, il Passo delle Lose. La salita alla Punta nord dell’Uja di Mombran è breve e merita un’ultima fatica, godendosi poi un vasto panorama sui gruppi circostanti.
Difficoltà: EE
Dislivello: 700 m circa
Tempo di Salita: ore 3,30
Periodo consigliato: da giugno a ottobre

Salita: si raggiunge il Bivacco Ferreri – Rivero 2216 m (ore 0,50 min). Seguire sempre in ascesa l’evidente sentiero e aggirare un costone roccioso, guadagnando così il filo della vecchia morena su cui sale la traccia che porta al Ghiacciaio sud del Mulinet.
Abbandonarla quasi subito e portarsi sul ciglio della marcata incisione franosa, sul fondo dellaquale scorre il rio di fusione del bacino glaciale del Mulinet. Più a valle questo origina la bella cascata di Bramafam. Reperire visivamente, sulla sponda opposta di detta incisione, un grosso ometto di pietre e una tacca di vernice bianca. Scendere sul fondo con cautela, rimontare la sponda opposta e guadagnare il suo lato destro idrografico. Si procede ora in direzione sudest, puntando direttamente contro la bastionata rocciosa costituita dal versante settentrionale del complesso della Costiera Malatret, seguendo gli ometti e i bollini che risalgono un conoide di pietrisco.
Due grosse tacche di vernice bianca e rossa sulla parete dirimpettaia, perfettamente visibili, segnalano l’accesso al sentiero che incide la bastionata (40 minuti).
Rimontare una strettoia rocciosa e guadagnare l’esile cengia superiore. Percorrerla in leggera ascesa in direzione sud (cautela, cavo metallico da verificare), fino a superare un piccolo gradino roccioso. Esso difende un pendio erboso e pietroso, che muore contro la parete superiore. Rimontarlo e raggiungere la base di un breve muretto (bollino visibile).
Vincerlo con un breve passaggio elementare e reperire la successiva cengia questa volta più larga ma più ripida.
Detta cengia si presenta, ad un certo punto, sbarrata da un grosso masso addossato alla parete. Esso origina uno stretto orifizio dentro il quale occorre procedere carponi dopo aver passato avanti gli zaini (40 min). Proseguire sempre in marcata ascesa, sempre su terreno ben segnalato, fino a raggiungere un grosso masso, ove una freccia di vernice rossa bidirezionale segnala, sia l’accesso al canalone che si apre in direzione sud, sia la cengia appena percorsa (2600 m circa; 20 min). Di qui occorre salire per pietrame (o neve dura fino a tarda stagione), tenendosi di preferenza sul lato destro (salendo).
Evitare alcune insidiose placche rocciose e, con brevi passaggi su cenge erbose, riportarsi al centro del canale, interessato da una pietraia.
In breve, piegare a sinistra per banchi rocciosi fessurati e, senza alcuna difficoltà, aggirare così un sistema di fasce rocciose frontale. Per un breve pendio di pietrisco, raggiungere la depressione del Passo delle Lose (2866 m; ore 1; ore 3,20 dal Rifugio Paolo Daviso). Di qui, in dieci minuti si raggiunge l’Uja di Mombran 2947 m per una facile cresta di rocce accatastate.